Juan Del Balso

Juan Del Balso

Juan Del Balso
(1978- )
Nazionalità: ar Argentina


Quotazione dell'artista : 4.000,00 US$

Juan Del Balso nasce a Mendoza, Argentina nel 1978.
Comincia il suo percorso artistico precocemente, quasi come un gioco, fino ai 20 anni, età in cui conosce e impara la tecnica del metallo saldato e incomincia ad accorgersi della sua personalità artistica.

Del Balso è un autodidatta, il suo primo approccio spontaneo al "fare arte" va dopo rinforzato con lo studio, attraverso l'osservazione e l'analisi critica delle opere d'arte. Cercando d'imparare e perfezionarsi in tecniche antiche e moderne, ma esprimendo sempre la sua personalità e la propria visione del mondo. Lavora con diversi materiali: ferro, pietra, legno, creta, resina, ecc.

Nelle sue sculture i soggetti sono talvolta espressi attraverso la figurazione, a volte attraverso un' astrazione che non lascia mai di essere una proiezione d'un determinato personaggio o idea.
È un artista eclettico, instancabile sperimentatore che in ogni nuovo lavora cerca qualcosa di diverso, profondo.

Nel 2005 lascia l'Argentina per vivere in Italia, e dopo alcuni viaggi e un periodo a Pietrasanta si trasferisce a Firenze, dove lavora e dipinge nel suo studio in Santo Spirito.


Articoli:

Biografia


Juan Del Balso nasce a Mendoza, Argentina nel 1978.
Comincia il suo percorso artistico precocemente, quasi come un gioco, fino ai 20 anni, età in cui conosce e impara la tecnica del metallo saldato e incomincia ad accorgersi della sua personalità artistica.

Del Balso è un autodidatta, il suo primo approccio spontaneo al "fare arte" va dopo rinforzato con lo studio, attraverso l'osservazione e l'analisi critica delle opere d'arte. Cercando d'imparare e perfezionarsi in tecniche antiche e moderne, ma esprimendo sempre la sua personalità e la propria visione del mondo. Lavora con diversi materiali: ferro, pietra, legno, creta, resina, ecc.

Nelle sue sculture i soggetti sono talvolta espressi attraverso la figurazione, a volte attraverso un' astrazione che non lascia mai di essere una proiezione d'un determinato personaggio o idea.
È un artista eclettico, instancabile sperimentatore che in ogni nuovo lavora cerca qualcosa di diverso, profondo.

Nel 2005 lascia l'Argentina per vivere in Italia, e dopo alcuni viaggi e un periodo a Pietrasanta si trasferisce a Firenze, dove lavora e dipinge nel suo studio in Santo Spirito.


Esposizioni


ITALIA

2009

- Human Rights? Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio. Caserta. Italia 11 settembre – 11 ottobre 2009
- Start up. Villa Sant' Isidoro Contrada Sant'Isidoro. Corridonia (MC) 13 giugno - 4 luglio
- Fondo Oro. Firenze. Opere in permanenza.

2008

- Premio Freud. 1º Classificato. Lavarone - Trento. Art&forte. 12 luglio - 25 agosto 2008
- Es "L'Autoritratto Psicologico tra Realtà e Metafora". Art&fortE. Spazioeventi Mondadori, Venezia. 10 maggio - 15 giugno
- Fondo Oro. Firenze. Opere in permanenza.

2007

- "Biennale di Firenze". Fortezza da Basso. Firenze (FI). 1-9 dicembre
- "Nuove Radici". Gravitá Zero. Villa Cernigliaro, Sordevolo (BI) 16/06 - 5/8
- "Cromaticos" Castello Estense, Ferrara (IT). 10 - 18 febbraio

2006

- "Muti aneliti di vento" Galleria Art Point Black, Firenze (IT). 25/03 - 7/4
- IX Edizione di "Abstracta", segnalazione sperciale sezione giovani. Gall. Art Point Black, Firenze (IT) 9-12 marzo
- "Della memoria, volo secreto". Galleria Art Point Black, Firenze (IT) 11/02 - 7/03
- "Disegni in carta". I Visacci Art Caffe, Firenze (IT) 26/01 - 9/03

2005

- "Arte, natura, tempo" Castello di Capalbio, Grosseto (IT) 23 diciembre 2005 - 8 gennaio 2006
- Mostra colletiva. Galleria Foyer degli Artisti, Firenze (IT) ottobre - novembre
- "10 Artisti" Lido di Camaiore, Lucca (IT) 31/07 - 15/08

ARGENTINA

- Jeronimo, Bermejo, Mendoza. 2004
- Sala de Arte Argentino, Mendoza. 29 agosto-20 setiembre 2003
- Museo Municipal de Arte Moderno, Mendoza. 2003
- "Homenaje a Oswaldo Guayasamín" Encuentro de pintura popular, Mendoza- 6,7,8 junio 2003
- Feria de Arte Plaza Independencia, Mendoza. 2003
- Centro Cultural la Fabrica, Mendoza. julio 2003
- "Arte y Vanguardia" La Oreja, Mendoza. agosto 2003
- Ciclo cultural 2003. Swiss Medical Group. Mendoza. 28 agosto-2 octubre 2003
- Recova de Posadas. Revista Arte al Dia Internacional. Buenos Aires. 28 noviembre - 7 diciembre 2003
- Participación al Gallery Nights. Recoleta, Buenos Aires. 28 noviembre 2003
- Encuentro de artistas y artesanos. Calle Maure, Mendoza (2003/2002/2001)
- Casa por la memoria y Cultura popular, Mendoza (2002/2001)
- "Arte y Otoño". Palmares Open Mall, Mendoza. 5 agosto-5 setiembre 2002
- Enoteca de las Artes, Mendoza. 16 - 23 agosto 2001


Un mondo da raccontare


Le opere di Juan Del Balso esprimono una certa volontà di essere, dei personaggi, degli oggetti, dei materiali. Sono opere che risaltano per sé, senza spiegazione, senza prerequisiti.
Le sue figure sono spesso simbolo di un’angoscia collettiva, dove le parti più primitive dell’uomo risalgono con forza per lasciare indietro l’uomo civilizzato, la “convinzione del bisogno”. A volte questi personaggi possono sembrare impauriti, oltre appaiono forti e decisi, ma sono tutti espressioni de un carattere profondamente umano, di una transizione naturale.

Nelle sue opere la materia à un ruolo fondamentale, sia quando l’artista sceglie con cura i pezzi de legno, ferro, ecc. per dopo “costruire” le sue opere, sia quando lavora con diverse texture su materiali tanto convenzionali quanto estranei alla scultura/pittura. Invariabilmente è sempre il segno del proprio materiale che risalta, ed à un carattere protagonista, sia quando l’artista imprime un nuovo significato ad una materia già esistente, sia quando sceglie di creare dal nulla, attraverso l’argilla, e poi la sua conclusione in resina, bronzo, o cemento.

Sono opere che più che guardare, si vorrebbe toccare, perché ogni parte di esse, anche il più minimo graffio, racconta una storia, storia a volte già esistente ma fatta propria, a volte uscita dal suo interno. Racconto che è opera d’arte. Perché le sue sculture, i suoi dipinti parlano di lui, e lui parta attraverso di loro, esprimendo i suoi più sinceri pensieri e sensazioni.
A volte l’artista manifesta le sue convinzione, e ogni pezzo vuole essere espressione/filosofia di vita, altre Del Balso fa uscire una versione di sé più infantile e le opere dimostrano un lato più ludico e simpatico della sua persona.

Infine, Del Balso è un artista eclettico, ed è eclettico perché accetta tutte le parti del suo essere, che poi divengono opere d’arte, con un proprio mondo da raccontare.


Firenze 2007, Mariela Cartellone


Premio Freud


Intitolato al padre della psicoanalisi e rivolto, di anno in anno, alle varie

tematiche a lui care.

Il concetto di ES costituì la base principale del lavoro e del pensiero

freudiano. Una scelta naturale quella della sede indissolubilmente legata

alla figura di Freud che definì Lavarone “il mio rifugio perfetto”, immerso

negli splendidi scenari delle montagne del Trentino.


Il concetto della mostra parte dall’idea che l’artista, nella raffigurazione

della realtà dal proprio punto di vista, rappresenta il reale o il fantastico,

ma sempre in una connotazione “al di fuori” di sé: anche quando l’opera

non ha un significato esplicito o immediato, l’osservatore esterno va a

cercare i perché reconditi della rappresentazione stessa.

Ora si chiede all’artista di mostrare la sua parte più intima, la

percezione di se stesso.

Si mostra un’opera che diventa metafora dell’Es, dell’Io istintivo che

spinge per uscire e che in qualsiasi altra opera noi esterni andiamo a

ricercare incessantemente, spesso male interpretando quanto l’artista

vuole, o non vuole dire.

L’Io rappresentato è la liberazione del concetto di sé come spinta

istintiva.

Che si voglia dire o non si voglia dire, sarà comunque l’artista, che in quel

momento si mette in mostra quasi fosse un corpo nudo, esposto

all’osservazione di altri occhi.

L’io è una spiegazione impossibile di per se stessa dal punto di vista

figurativo in quanto concetto tra i più astratti, e quindi a maggior ragione

interessante e accattivante nella ricerca dell’immagine concreta di

qualcosa che non può essere spiegato.

Il protagonista assoluto della mostra è l’animo dell’artista, che

concretizzando il proprio sentire attraverso il gesto artistico, veicola la

propria interiorità verso l’esterno con la rappresentazione del proprio

autoritratto. Che questo ritrarsi sia psicologico o che possa volutamente

essere privo di significati intrinseci non importa.

L’elemento interessante è poter vedere quello che ogni artista ha da dire

di se stesso.


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